La ristorazione sta diventando
One Stop Shop?

Non è solo un'affare delle grandi città

Partiamo da una riflessione: cosa rappresenta il caffè per un italiano?

Ne avevamo già parlato in un precedente articolo… attorno al caffè si consumano rapporti di lavoro, di amore e amicizia. Anche di fuffa completa. Davanti al caffè si fanno affari, si scambiano due chiacchiere di circostanza, si cerca e si fa compagnia, si pianificano le ferie, si chiacchiera e sì, si litiga.

Dopo questi due anni in cui la ristorazione si è fermata e ha subìto un profondo cambiamento dettato dagli altrettanti profondi cambiamenti della vita e delle abitudini dei consumatori, si fa strada un modello che nelle grandi città si chiama “one stop shop“. 

Sportello unico.

Se è vero che gli italiani hanno riscoperto l’amore per la cucina, sfidandosi nei social a suon di pane e pizza, è anche vero che tornare alle proprie scrivanie, al proprio posto di lavoro, ridisegna orari e necessità dei pasti.

Fra tutte le abitudini che si sono radicate in noi c’è la colazione, quel primo importantissimo pasto che sta cercando di farsi strada al di là di caffè e cornetto!

Non un bar, ma neanche un ristorante!

Da qualche mese si fa largo la nuova richiesta dei consumatori: una colazione ricca, completa, un po’ dolce e un po’ salata. A che ora voglio, non troppo distante da casa, non lontana dall’ufficio. Non un brunch, ma mangio cosa desidero all’ora in cui ho fame!

Non veloce, né troppo impegnativa, non su uno sgabello, ma nemmeno con tovaglia e tovagliolo in stoffa.

Non un bar, ma neanche un ristorante!

Ecco allora spuntare One Stop Shop, lo sportello unico della ristorazione, quel posto aperto tutto il giorno e un po’ istrionico, quel locale dove alle 08:00 del mattino, così come alle 11:00, soddisfa una voglia o un languorino senza che vi sia un menù specifico per l’orario in cui mi trovo al banco.

I ristoranti cominciano così a riflettere sulle aperture e sul servizio, sulla possibilità cioè di essere sempre aperti oltre quello che in Italia definiamo come orario pranzo e orario cena.

Attenzione, però, perché il locale One Stop Shop non interessa solo le grandi città, dove molte catene di fast food sono aperte fin dal mattino con proposte dolci e salate, ma coinvolge anche e soprattutto le piccole città sempre più interessate dalla fine dello smart working e da una generazione di nuovi lavoratori che non pone limiti al concetto di “colazione”.

Ecco allora farsi strada nella ristorazione l’idea di poter diventare lo sportello unico per tutte le esigenze culinarie della clientela.

Il ristorante diventa un mix di casa e lavoro:

  • wi fi super veloce
  • piccole isole di lavoro
  • possibilità di ospitare riunioni dei team
  • nessun menu legato all’orario
  • nessun orario legato al menu

E in tutto questo mix di abitudini e orari che ritrovano forma assumendo forme nuove, la salute balza al primo posto. Materie prime di qualità, stagionalità e piatti unici con apporti equilibrati di proteine, carboidrati e grassi.

Arredi e complementi easy, poca formalità tra i tavoli, solo buone vibrazioni.

Naturalmente questa ipotesi di diventare sportello unico comporta un investimento in macchinari in grado di semplificare i processi, un modo nuovo di approcciare al cliente ed una sala ridistribuita negli spazi.

Comunicare in modo differente, fare business in modo differente.

Tutto ciò che è nuovo, che non si conosce, spaventa. Lo sappiamo e capiamo, perciò fatte le dovute riflessioni alla fine di questo articolo, se doveste ritrovarvi con una pulce nell’orecchio e una mezza idea di provare a fare del vostro locale uno One Stop Shop, pensate a Ivano Fossati.

“e spiegami tutto questo tempo nuovo che arriva con te”

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