Officine La Fabbrica del Buon Gusto

Siamo sempre stati clienti delle Officine ed è proprio dai vecchi tavoli della pizzeria di Castion che con Enrico e Louis abbiamo cominciato a dare corpo ad un laboratorio di pasticceria che col tempo è diventato un progetto più ampio, una vera e propria officina del buon gusto.

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E’ il significato di “officina” che ci ha mosso verso un progetto che potesse trasmettere una filosofia.

Come fare de “l’ingrediente“, perno delle scelte culinarie dei titolari, il nostro personale perno per progettare il locale?

Ci siamo fermati e abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul potere intrinseco del cibo. Il cibo muove la società, la politica, l’economia, la cultura di ogni Paese al mondo. Racconta uno stato d’animo, una presa di posizione, un momento storico, una difficoltà, uno stato di benessere.

E il cibo, nel contesto delle Officine, è il cuore di processi di lavorazione artigianale, di quella manualità che richiede attenzione, amore, passione e dedizione. Richiede ingegno e al contempo precisione.

Una vera e propria catena di montaggio con processi lavorativi volti ad esaltare le materie prime attraverso il valore delle persone e la qualità delle macchine.

Una fabbrica! 

E se partiamo da una porta a libro in ferro?

Open plan: la condivisione è contaminazione

… dimenticatevi per un istante la storia della porta, perché ci arriveremo!

Open plan: l’idea è stata subito quella di creare un ambiente inclusivo dove la condivisione degli spazi tra personale e clienti potesse generare contaminazioni interessanti e porre l’accento sulla tangibilità di ciò che il locale si proponeva di fare da lì all’apertura: ingredienti a filiera corta, Presìdi Slow Food, prodotti certificati uniti a cotture non invasive, insaporitori naturali, zero waste.

Ecco che mettere sullo stesso piano gli attori delle Officine, senza muri o banchi eccessivamente alti e stretti, ci dava modo di progettare un arredo che fosse un messaggio: faccio quel che dico e lo puoi vedere.

Bar, sale, cucina e pizzeria dovevano veicolare questo messaggio ed essere quanto più senza limiti di spazio.

Opificina

Sono queste riflessioni e questi istanti che ci hanno fatto scattare la scintilla e rendere condivisibile quel lavoro manuale di cui parlavamo inizialmente. Una pizzeria ed una cucina totalmente a vista separata solo da un concetto: l’officina. Da una parte c’è la manualità, dall’altra chi di questa manualità ne assapora il risultato finale. Questa lunga parete di ferro e vetro racchiude tutto ciò che è Officine, La Fabbrica del Buon Gusto.

Un progetto multi-idee

Dalle condivisioni nascono contaminazioni e per quello che ci ha visto protagonisti, questo locale ci ha permesso di costruire una zona mescita ampia, lineare, pulita, profonda e dotata della migliore tecnologia per l’esposizione di prodotti caldi e freddi.

La zona di spillatura è impreziosita da una cabina refrigerata che mantiene i fusti di birra a temperatura facilitando il collegamento con l’impianto di spine.

Pizzeria e cucina sono impreziosite da alcune macchine di elevata qualità che facilitano i processi di lavorazione e conservazione delle materie prime, diventando preziosi alleati. 

E’ stato sicuramente un piano impegnativo che ha unito più figure e multi-idee e che dimostra come un progetto possa trasformarsi in un vero e proprio messaggio: faccio ciò che dico e lo puoi vedere 🙂

evòo, l’accento che fa evolvere!