Primo giorno

Comincia il nostro viaggio a Host 2021, la fiera dell'ospitalità che torna a Milano dopo due anni di stop forzato. Saranno tre giorni di esperienze in una città che è sempre fonte di ispirazione e innovazione per il nostro settore.

Dove tutto comincia

Belluno - Milano non è poi così distante

Questa mattina la sveglia è suonata poco prima del solito, Milano ci aspetta:)

Da sempre scegliamo il treno, i mezzi pubblici ci consentono di affrontare lunghe giornate in fiera senza l’incombenza di dover guidare, trovare parcheggio, muoversi eventualmente nel traffico milanese e, soprattutto, dover tornare a casa di  lunedì sera con quattro ore di viaggio e una sveglia puntata dritta alle 06:00 del martedì mattina. Il treno è un momento di relax, è un viaggio che ti consente di prendere un momento per te stesso, per sistemare due cose di lavoro o semplicemente per leggere un libro o ascoltare musica.

Di fronte alla stazione di Mestre c’è il Garage Touring, l’entrata sembra quella di un palazzo arabo pronto a farti festa, invece è un cortile dove lasciare l’auto per qualche giorno ad un prezzo super accessibile. Lo potete prenotare on line 😉

Negli ultimi anni abbiamo sempre scelto Italo Treno, trovando tariffe e condizioni vantaggiose per muoverci verso le grandi città. Le poltrone sono più larghe, lo spazio è maggiore e per me, Giorgia, che sarò la narratrice di questo viaggio, è una mano dal cielo avendo un femore decisamente lungo. In due ore sarò comodamente a Milano, passando dalle Dolomiti a Gae Aulenti, che non vuol dire passare dal paradiso all’inferno, ma da un territorio estremamente tranquillo, immerso nel verde, dedito al lavoro e all’aria pura, alla frenesia di una città che ti stimola di continuo. Nei colori, nello stile, nelle mode, nelle scelte. Io a Milano starei ore a guardare la gente passare. Ore a mangiare. Ore a sbirciare dentro i locali. Ore.

Personalmente negli ultimi anni, oltre a Italo Treno, ho scelto di dormire in alloggi Airbnb; mi piace un sacco vedere come la gente arreda le proprie dimore, mi piace il rapporto qualità prezzo e ad oggi non ho mai portato a casa esperienze negative. Nei giorni scorsi ho cercato anche hotel, ma i prezzi sono lievitati talmente tanto che la soluzione presa è stata sicuramente la migliore. Il mio appartamento si trova sui Navigli, una zona che non vedo da tempo e che ho scelto perché nelle prossime ore avrò amici nei paraggi per lavoro, quindi non sarò sola a cena!

Negli ultimi anni le mie scelte si sono concentrate nel quartiere Isola trovando un sacco di opportunità economiche per dormire e avendo attorno un range davvero ampio di ristoranti dove provare qualcosa di diverso!

Se andate in fiera, comunque, cercate sempre alloggio dove passa la linea rossa della Metro, in questo modo avrete RHO a pochi passi da voi, senza dover fare mille giri… perché se c’è una cosa che noi bellunesi non capiamo di Milano è che tutto va programmato per tempo, anche banalmente la cena tra amici. 

12:00 - 18:00 Host

Comincio dalla parte che in questo momento mi interessa maggiormente per alcuni clienti: l’arredo. Il Covid ha accelerato una tendenza che sarebbe comunque arrivata a Belluno nel giro di un anno: i dèhors. Vivere tra le Dolomiti significa avere davvero pochi mesi di sole e caldo e per le attività della ristorazione è importante creare spazi esterni che possano essere vissuti 365 giorni l’anno sotto qualsiasi cielo! In questi mesi abbiamo realizzato e stiamo realizzando parecchie pergole. Di materiali pregiati e design fine, le nostre strutture necessitano di arredi in linea con il nostro stile. Pedrali ha creato uno stand che conferma il loro know -how. Nude, ma anche tonalità che richiamano la natura, la terra, l’argilla e una gamma di colori tenui che esaltano l’eleganza delle linee donando armonia al locale.

Esterni ed interni parlano comunque la stessa lingua: sostenibilità nei materiali, nei tessuti, nella costruzione di ogni complemento. Il focus è che la ristorazione, in toto, deve essere sempre più consciousness, riportando il tema dell’ecologia al centro delle scelte a tavola.

Ed è qui che mi voglio fermare. 

Dal punto di vista dei consumatori: fai mai caso alle sedute di un locale? Ti è mai capitato di ritenere scomoda una sedia per pranzare o uno sgabello per bere? 

Esiste una relazione ben precisa tra psicologia e interior design ed è una branca della “psicologia ambientale” che si occupa di studiare proprio la relazione tra i diversi ambienti e il modo in cui questi influenzano il comportamento e l’umore delle persone che li abitano. 

Ecco perché non è mai banale la scelta di come arredare un dèhors: colori, forme, tessuti concorrono a rendere ancor più positiva la nostra esperienza; secondo numerose ricerche universitarie, l’interior design nei locali, può addirittura migliorare la vita dei consumatori 😉

Cosa mi aspetto da HOST?

Dopo due anni di stop forzato, torna la fiera dell’ospitalità, quindi una fiera che coinvolge tutte le aziende che ruotano attorno a questo enorme settore.

Arredatori e designer, produttori di macchine per la ristorazione, piatti bicchieri e posate, pareti, frigoriferi, cucine, frullatori, divise da cuoco… tutto, ma proprio tutto quello che è ospitalità, appunto.

Da Host non mi aspetto nulla; le aspettative sanno fare male perché sono sempre il frutto di idee e desideri personali, mai dell’altro.

Ma credo che tornare a percorrere i padiglioni di RHO sia una grande scommessa per tutti, un primo passo verso la normalità e il metro per capire fino a che punto il nostro settore è stato colpito.

Credo, inoltre, possa essere il momento giusto per creare soluzioni, per essere cioè propositivi nei confronti del futuro.

In questi mesi di newsletter ho percepito un grande interesse per lievitazione e fermentazione. La pizza e il pane sono ancora centrali. Luci accese che non accennano ad affievolirsi sul caffè e latte art. La grande svolta delle macellerie e la pasticceria tra tradizione ed innovazione. 

Se devo essere sincera, sono molto molto incuriosita dal futuro di panifici e macellerie, destinati a diventare dei veri e propri bistrot!

Innovazioni per un futuro più sostenibile: dalla macchina da caffè automatizzata ed efficiente alla sedia realizzata con materiali di scarto, dal banco frigo che riduce lo spreco energetico fino al macchinario pelapatate per uno stile di vita ecocompatibile.

— HostMilano Press —

Ore 18:00

Sono rientrata dalla fiera cotta e stracotta; sono in piedi dalle 05:00. Ho percorso 15 km di cui 10 in fiera e ho solo voglia di dormire.

L’appartamento si rivela una sòla, 10mq. Prima volta che mi capita un pacco del genere. Sono abituata ad uscire con i piedi dal letto, ma mi ritrovo a non riuscire ad alzare una gamba sotto la doccia perché il mio femore è più lungo della profondità del box 😂

Scopro che non c’è il phon e quindi mi lavo in fretta, scendo in strada, mi infilo da un parrucchiere e per 20€ mi faccio lavare la testa!

Esco e mi fiondo in una delle tante “raviolerie” cinesi nei paraggi di Porta Genova. Duomi è un piccolo ristorante con cucina a vista, cinque posti fronte cuochi, cinque sedie addossate al muro di fronte. Negli ultimi anni sto scoprendo il gusto di mangiare da sola, mi piace, mi sento a mio agio. I ravioli hanno due varianti, farina o farina di riso e per me la scelta cade, ovviamente, sulla seconda. Ho pure provato a farli a casa… abbastanza difficile lavorare la pasta, è delicatissima!

Comunque sia: ho fatto un mix e assaggiato i dim sum ripieni di edamame, calamaro, gamberi, merluzzo, vitello, totano e vegetariano. Poi mi sono immersa in un bao, pane cinese di riso ripieno di carne. Una birra e alle 20:30 ero stesa a letto tentando di guardare una serie Netflix con discreto insuccesso.

In mezzo una chiamata a Samantha Cornaviera, ex voce di Radio Valbelluna, oggi voce nazionale di spot pubblicitari, scrittrice e ricercatrice di ricette di cucina dei primi del ‘900, ma soprattutto un’amica 🙂

Domani sarà lei a guidarmi in giro per Milano! 

  • una laterale, via Corsico 5, è teatro dell’Elita Bar, il bar di Alioscia Bisceglia… mica uno qualunque, ma uno dei fondatori dei Casino Royale.
  • Backdoor 43 sui Navigli è il bar più piccolo del mondo: 4mq. Tre sgabelli per tre persone, funziona solo su prenotazione, il barman è solo tuo per due ore, apre alle 19:30 e chiude alle 03:00 🙂
  • I tramonti sui Navigli sono stupendi
  • Nati per irrigare i campi, i navigli sono visitabili con le barche e ogni ultima domenica del mese si rinnova l’appuntamento con il Mercatone dell’Antiquariato (www.navigliogrande.mi.it)
  • Il vicolo dei Lavandai è uno scorcio suggestivo ed è qui che ho trovato una mostra fotografica di Milano con scatti estrapolati dall’archivio storico della città.
  • I navigli, infine, hanno il sapore di Alda Merini, la donna che qui ha vissuto e a cui è dedicato anche uno dei ponti.